23) Heisenberg. La dissoluzione.
Werner Karl Heisenberg (1901-1976), premio Nobel per la fisica, 
noto soprattutto per l'enunciazione del principio
d'indeterminazione, che porta il suo nome. La sua buona conoscenza
della storia della filosofia gli ha permesso di elaborare una
sofisticata dottrina epistemologica in continuo dialogo con i
grandi filosofi, da Platone a Kant. In questa lettura egli osserva
che le ultime scoperte della fisica hanno avuto come conseguenza
la dissoluzione di quel rigido sistema di concetti, che costituiva
la fisica classica (materia, spazio, tempo, causalit).
W. Heisenberg, Fisica e filosofia, traduzione italiana di G.
Gnoli, Il Saggiatore, Milano, 1966, pagine 41-42.
Tornando ora ai contributi della fisica moderna, si pu dire che
il cambiamento pi importante prodotto dai suoi risultati consiste
nella dissoluzione di quel rigido sistema di concetti del secolo
diciannovesimo. Naturalmente molti tentativi erano stati fatti in
precedenza per sfuggire alla rigidezza di quel sistema che
appariva evidentemente troppo ristretto per l'intendimento delle
parti essenziali della realt. Ma non era stato possibile scorgere
ci che di erroneo poteva esserci nei concetti fondamentali di
materia spazio tempo e causalit, che tanti successi avevano
ottenuto nella storia della scienza. Soltanto la ricerca
sperimentale condotta con l'attrezzatura perfezionatissima che la
tecnica poteva offrire, e la sua interpretazione matematica,
fornirono la base per un'analisi critica - o, si pu dire,
potenziarono l'analisi critica - di quei concetti, provando infine
la dissoluzione di quel rigido sistema.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagine 731-73.2
